
Tinto de Verano (spritz al vino rosso)
Spritz di vino rosso con limonata, limone e ghiaccio

Lo spremiagrumi permette di estrarre il succo in modo rapido e pulito, trattenendo i semi e gran parte della polpa. È particolarmente utile quando gli agrumi non servono soltanto per aggiungere qualche goccia alla fine, ma sono fondamentali per l'equilibrio tra acidità e dolcezza, come in condimenti, marinate, creme, bevande e salse. Un buon spremiagrumi facilita anche il lavoro con i frutti più piccoli, come i lime, evitando che il succo vada perso tra mani scivolose e un tagliere ingombro.
Esistono spremiagrumi manuali a cono, presse a leva e modelli da appoggio, ma lo scopo è sempre lo stesso: esercitare pressione sul frutto tagliato per farne uscire liberamente il succo, trattenendo la scorza e le membrane. Non sostituisce la grattugia per agrumi, che asporta soltanto la parte esterna e profumata della scorza, e non è pensato per schiacciare frutti interi. Quando una ricetta indica uno spremiagrumi, in genere richiede succo fresco anziché confezionato e presuppone che lo si possa versare senza dover prima eliminare i semi.

Spritz di vino rosso con limonata, limone e ghiaccio

Filetto di maiale scottato in padella con salsa all’aglio e whisky

Syllabub montato con limone e vino bianco

Lombo di maiale rosolato stufato in una salsa all’arancia lucida

Bevanda al succo di limone fresco con sciroppo di zucchero e acqua fredda

Maiale in padella con salsa al limone e senape
Usate uno spremiagrumi quando vi serve una quantità di succo da misurare oppure volete ottenere un risultato uniforme spremendo più frutti. È particolarmente utile per ricavare succo di limone destinato a vinaigrette e salse simili alla maionese, succo di lime per salse e marinate e succo d'arancia o pompelmo per glasse e sciroppi. Gli spremiagrumi a pressa sono pratici per lime e limoni perché rovesciano la buccia e schiacciano saldamente gli spicchi. Quelli a cono sono più lenti ma versatili e possono risultare più adatti quando si desidera lasciare un po' di polpa in bevande o dessert.

Gamberoni su riso al cocco con ananas e avocado

Toum all’aglio denso con succo di limone e olio di girasole

Limonata fredda profumata con acqua di fiori d’arancio

Curry di ceci al cocco con spinaci, lime e coriandolo

Formaggio fritto in padella flambato con brandy e completato con limone

Foglie di vite ripiene di riso alle erbe, pinoli e ribes

Spritz con sciroppo di mirtillo rosso, acqua frizzante, limone e ghiaccio

Salmone scottato con glassa miele e aglio, riso e broccoli

Lobster roll con maionese, limone e sedano

Limonata alla menta con menta fresca, succo di limone e zucchero

Insalata turca di fagioli bianchi con condimento al limone e sommacco

Verdure bollite con olio d’oliva, limone e sale marino
L'amarezza è spesso dovuta a una pressione eccessiva sulla scorza o a una torsione troppo energica, che possono estrarre più sostanze amare dall'albedo. Quando il frutto non dà più succo, fermatevi senza cercare di spremerne a forza le ultime gocce. Se ne ottenete pochissimo, l'agrume potrebbe essere freddo o non ancora maturo. Prima di tagliarlo, fatelo rotolare sul piano di lavoro esercitando una certa pressione; in genere, inoltre, i frutti a temperatura ambiente danno più succo. Controllate infine che non siano caduti semi nella ciotola: anche con uno spremiagrumi, basta una rapida occhiata per evitare di ritrovarseli nel piatto.
La modalità di cottura è un utile criterio di ricerca, perché gli agrumi danno risultati diversi a seconda del momento in cui vengono aggiunti: a crudo conservano una nota fresca e vivace, mentre in cottura il sapore si addolcisce e talvolta acquista una sfumatura leggermente amara. Anche il livello di difficoltà aiuta a distinguere le ricette che richiedono soltanto una spruzzata di succo da quelle basate su un attento equilibrio fra acidità, dolcezza e grassi.

Riso al forno valenciano con maiale, ceci e patate

Sovracosce di pollo al forno croccanti con limone, aglio ed erbe

Wrap Caesar di pollo grigliato con romana e crostini

Wrap di shawarma di pollo con insalata e salsa tahina

Insalata di quinoa con avocado, pomodoro, cipolla rossa e lime

Tacos di pesce con adobo al chipotle, ananas, cipolla e coriandolo

Stufato di vitello cremoso con funghi, carote e salsa vellutata

Entrecôte scottata con burro all’aglio e insalata di rucola
Per piccole quantità potete spremerlo a mano, soprattutto se non vi disturba la presenza di un po' di polpa. Lo spremiagrumi diventa più utile quando occorre misurare il succo, trattenere i semi o spremere diversi frutti.
Grattugiate prima la scorza. Il frutto intero è più sodo e facile da maneggiare senza che scivoli; dopo averlo tagliato e spremuto, diventa più difficile asportare la scorza con precisione.
Spesso la causa è una pressione eccessiva sulla scorza o la presenza di troppo albedo. Per ottenere un sapore più pulito, spremete delicatamente e fermatevi quando il succo è esaurito.
Con il modello a cono bisogna ruotare il frutto sulla superficie scanalata; quello a pressa sfrutta una leva per schiacciare le due metà. Le presse sono rapide e pulite, mentre i modelli a cono sono semplici e si adattano ad agrumi di varie dimensioni.
Solo se l'arancia è abbastanza piccola da entrarvi comodamente. Se lo spazio è insufficiente, si finisce per schiacciare la scorza e l'albedo, con il rischio di estrarre note amare e sporcare il piano di lavoro.
Spesso sì. Il succo fresco può avere un sapore più vivace e aromatico, mentre quello confezionato è in genere più uniforme e talvolta presenta una nota che ricorda il prodotto cotto. Nelle ricette in cui l'agrume è il sapore dominante, la differenza del succo fresco si avverte maggiormente.
Se l'agrume serve solo ad aggiungere una nota fresca alla fine, va bene qualsiasi semplice metodo di spremitura. Quando invece il succo è alla base di un condimento, una bevanda o un dessert, uno spremiagrumi permette di lavorare rapidamente e ottenere un sapore pulito e uniforme.

