
Briam (verdure greche arrosto all’olio d’oliva)
Teglia di verdure greche arrosto all'olio d'oliva

Nelle ricette alle erbe aromatiche sono soprattutto i loro profumi a caratterizzare il piatto: dalla freschezza vegetale del prezzemolo alla nota di anice del basilico, fino agli aromi resinosi e intensi di rosmarino e timo. La stessa erba può avere un sapore molto diverso a seconda che sia fresca, secca, pestata, frullata o sottoposta a una lunga cottura. Questo profilo è ideale quando si desidera un piatto vivace e profumato senza ricorrere al piccante del peperoncino, a miscele di spezie marcate o a una forte acidità.
Le erbe fresche tendono a sprigionare profumi intensi e volatili, che si attenuano con il calore prolungato. Per questo molte ricette aggiungono le erbe più tenere alla fine oppure le usano crude in salse, condimenti e insalate. Le erbe legnose si comportano diversamente: rosmarino, timo e origano resistono alle cotture più lunghe e spesso si amalgamano meglio agli altri sapori se scaldati nell’olio o lasciati sobbollire.
Le erbe secche non sono semplicemente versioni meno intense di quelle fresche. L’essiccazione ne modifica il profilo aromatico, spesso concentrandolo e conferendogli caratteristiche un po’ diverse. In genere hanno bisogno di tempo e umidità per reidratarsi e sprigionare il loro sapore, quindi vengono aggiunte nelle prime fasi della cottura.
Un piatto alle erbe può essere fresco e vegetale oppure intenso, con note che ricordano la resina e il pino. A determinarne il carattere non è soltanto la scelta delle erbe, ma anche il modo in cui vengono utilizzate.

Teglia di verdure greche arrosto all'olio d'oliva

Riso al cocco con fagioli rossi, timo e pimento

Melanzane arrostite al forno in salsa di pomodoro con feta e origano

Riso glutinoso alla curcuma con fagioli mung e scalogni fritti

Peperoni e pomodori ripieni di riso alle erbe e cotti al forno

Biscotti all’avena in friggitrice ad aria, centro morbido e bordi croccanti.
In alcune ricette le erbe sono un ingrediente principale e formano una salsa o una pasta densa e verde, ricca di olio e sapidità, che avvolge gli altri ingredienti. In altre vengono aggiunte alla fine, sparse su zuppe, cereali o verdure arrosto per dare una nota fresca.
Il loro aroma può anche essere incorporato nel grasso di cottura. Scaldare le erbe nel burro o nell’olio d’oliva profuma l’intero piatto e può attenuarne le note più pungenti. Condimenti e marinate a base di erbe frullate si collocano a metà strada: mantengono una certa freschezza, ma la lavorazione libera più aromi e rende il sapore più deciso.
Anche la consistenza conta. Le erbe tritate finemente si fondono con la salsa; le foglie intere regalano sapore a ogni boccone; i rametti legnosi profumano la preparazione e poi vengono eliminati. Scegliendo come utilizzarle, si può dosare la loro presenza nel piatto.

Petto di pollo con crosta al Parmigiano croccante in friggitrice ad aria.

Burger di tacchino teneri con cipolla ed erbe.

Riso al cocco soffice cotto a fuoco lento con aglio e timo

Foglie di vite ripiene di riso alle erbe, pinoli e ribes

Curry verde thailandese con latte di cocco, melanzane e basilico

Polpette di manzo macinato fritte in padella con erbe, pangrattato e limone

Baccalà al forno portoghese con patate, uova e olive

Polpette libanesi sobbollite in salsa di pomodoro all’aglio

Stufato di pollo ecuadoriano con coriandolo, lime, pomodoro e birra

Zuppa polacca di piselli spezzati con salsiccia affumicata e maggiorana

Zuppa romana di ceci e pasta con rosmarino e pomodoro

Budino di yogurt colato aromatizzato con zafferano e cardamomo
Per ottenere un sapore fresco e netto, scegliete ricette in cui le erbe più tenere vengono aggiunte alla fine o usate crude. Questi piatti richiedono spesso un condimento ben calibrato, perché senza abbastanza sale e un tocco di acidità le erbe possono risultare poco incisive.
Per un gusto più intenso e saporito, sono indicate le ricette in cui le erbe cuociono nell’olio, nel burro o nel brodo. Quelle legnose sono particolarmente adatte e il loro aroma tende a distribuirsi uniformemente in tutto il piatto.
Se invece le erbe devono farsi sentire anche accanto a ingredienti ricchi, può servire usarne una quantità maggiore, sceglierne una dal carattere più deciso, come menta o coriandolo, oppure preparare una salsa frullata. In questi casi, però, una lavorazione eccessiva o una cottura troppo aggressiva possono produrre note amare: la tecnica conta quanto gli ingredienti.
Esplorare le ricette per ingrediente aiuta a confrontare le diverse erbe e gli alimenti con cui si abbinano naturalmente, dai pomodori e dagli agrumi all’agnello, al pesce e ai legumi. La ricerca per tipo di piatto è invece utile quando si sa già quale ruolo dovranno avere le erbe: per esempio in una salsa, un’insalata, un arrosto o una zuppa completata con una manciata di erbe tritate.

Poke bowl al tonno con ponzu, riso per sushi, avocado e cetriolo.

Straccetti croccanti con sweet chilli e lime.

Polpettone di manzo macinato con glassa appiccicosa al ketchup

Pollo ripieno di cheddar e formaggio cremoso, in friggitrice ad aria.

Punch all’ananas con zenzero e lime, servito con ghiaccio

Stufato di coda di bue brasata con vino rosso e verdure

Patate arrosto croccanti in friggitrice ad aria con rosmarino e aglio.

Torta salata di cipolle con filetti di acciuga e olive nere
Molte sostanze aromatiche presenti nelle erbe più tenere sono volatili e si disperdono con il calore. Aggiungerle a fine cottura o usarle crude permette di conservarne meglio le note più fresche.
Non del tutto. L’essiccazione modifica il profilo aromatico e il modo in cui le erbe sprigionano il loro sapore. In genere, quelle secche vengono aggiunte prima, così hanno il tempo di reidratarsi e insaporire la preparazione.
Frullare troppo a lungo può maltrattare le erbe e liberare sostanze amare, soprattutto se il composto si scalda. Per evitarlo, alcune ricette consigliano di frullare a impulsi brevi, versare l’olio poco alla volta o aggiungere una piccola quantità di un ingrediente acido.
Le erbe legnose, come rosmarino e timo, in genere resistono meglio di quelle tenere, come basilico e prezzemolo, che spesso si aggiungono a fine cottura.
Spesso basta valorizzarle con la giusta quantità di sale, un tocco di acidità e un grasso che ne veicoli gli aromi. Anche una spolverata finale di erbe fresche può rendere più evidente il sapore di quelle già presenti.
Per dosare bene il sapore delle erbe, occorre prima decidere come usarle: crude e in foglia, lasciate dolcemente in infusione oppure frullate in una salsa. Da questa scelta dipendono sia il profumo sia la consistenza del piatto finito.

